IL MARE ADRIATICO
Le città di Caorle, Grado e Capodistria si
affacciano sul Mare Adriatico, lungo il litorale Veneto-Friulano-Sloveno
che costituisce un grande arco interrotto soltanto dalle foci
dei fiumi e dalle bocche di porto dei lidi.
Il Mare Adriatico offre un mondo sommerso tutto da scoprire,
e non è così monotono e poco interessante, magari anche inquinato,
come molti pensano. Ci sono ambienti sommersi ricchi di specie
di particolare pregio, con habitat interessanti
sia dal punto di vista naturalistico che archeologico.
Tra rocce naturali o anfratti di relitti affondati nei secoli
in fondo al mare, pesci, molluschi, alghe, spugne ed anemoni
vivono silenziosamente una vita tutta da scoprire. L’Adriatico
può essere considerato un lungo bacino semi-chiuso all'interno
del Mediterraneo centro-orientale.
UN PÒ DI NUMERI:
Lunghezza: 800
km circa dallo Stretto d'Otranto al Golfo di Venezia;
Larghezza: da
100 a 200 km tra la penisola italiana e la penisola
balcanica;
Superficie: 138.000
km2;
Volume d'acqua: 35.000 km3.
In base alle caratteristiche batimetriche viene suddiviso in
tre bacini, con profondità decrescente da quello meridionale
a quello settentrionale. Il bacino settentrionale, diviso da
quello centrale da una scarpata piuttosto scoscesa, è caratterizzato
da fondali che risalgono dolcemente dai 50 m ai 18 m nel Golfo
di Trieste (con profondità medie di 30 - 40 m).

LA VITA NEL
MONDO SOMMERSO DELL'ALTO ADRIATICO
L’elevata latitudine e l’influenza di cospicue
masse continentali sono le cause dell’ampia escursione termica
delle acque dell’Alto Adriatico (oltre 20°C negli anni più freddi
tra inverno ed estate).
Queste condizioni e l’importante flusso delle acque provenienti
dai fiumi (Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta, Adige
e Po) fanno dell’Alto Adriatico un mare del tutto particolare,
importantissimo per la vita di tutto il Mediterraneo. Le sue
caratteristiche fisico-morfologiche ed oceanografiche permettono
in quest’area la presenza di ricchi popolamenti ittici e di macroinvertebrati
bentonici, di notevole importanza per la pesca come vongole,
fasolari, scampi e pannocchie. I popolamenti dei fondi sabbiosi
sono caratterizzati dalla presenza di specie bentoniche adattate
ai fondali mobili, fondi in cui sono poche le possibilità di
trovare rifugio e protezione dai predatori. Le specie presenti
sono per lo più in grado di vivere all’interno dei sedimenti
o, se presenti sulla superficie, vi si possono nascondere velocemente
od allontanare. Questi popolamenti sono caratterizzati da molluschi
bivalvi come Chamelea gallina, Callista
chione, Ensis minor,
importanti dal punto di vista della pesca, assieme a echinodermi
come stelle serpentine o ricci irregolari (Spatangidi), Policheti,
Antozoi od ancora diverse forme di crostacei decapodi.
I popolamenti ittici abbondano di specie fondamentali per la
pesca come le sardine, le acciughe, i merluzzi o specie meno
abbondanti ma sempre importanti dal punto di vista commerciale
come i selaci del genere Mustelus (Palombo), le mormore, le triglie,
le orate ed i branzini.